← Tutti gli articoli

Perché in terapia sistemica si parla di relazioni

Articolo di esempio: da sostituire o eliminare prima della pubblicazione.

Due elefanti in ceramica con le proboscidi intrecciate

Quando qualcosa non va, la domanda più spontanea è: che cosa c'è che non va in me? L'approccio sistemico-relazionale propone di allargare lo sguardo e di chiedersi anche: che cosa sta succedendo intorno a me, e tra me e gli altri?

Nessuno è un'isola

Ognuno di noi vive dentro una rete di relazioni: la famiglia in cui è cresciuto, la coppia, i figli, il lavoro, gli amici. Questi legami ci sostengono, ma possono anche diventare il luogo in cui nascono tensioni e sofferenze. Un sintomo, in quest'ottica, non è soltanto un problema da eliminare: è spesso un segnale che qualcosa, nell'equilibrio di quel sistema, chiede di cambiare.

Cosa cambia in pratica

Guardare alle relazioni non significa cercare un colpevole. Significa capire come le persone si influenzano a vicenda, quali "regole" non dette guidano una famiglia o una coppia, e quali risorse sono già presenti per uscire da uno stallo.

Per questo la terapia sistemica può essere individuale, ma può anche coinvolgere la coppia o più membri della famiglia. Anche quando in studio c'è una sola persona, le relazioni importanti della sua vita sono sempre, in qualche modo, presenti nella stanza.

Un cambiamento che si estende

Una delle idee più interessanti di questo approccio è che il cambiamento di una parte del sistema può favorire il cambiamento delle altre. Quando una persona trova un modo nuovo di stare nelle sue relazioni, spesso anche chi le sta accanto ne risente, a volte in modo sorprendente.